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Il sapone d'Aleppo

Oggi voglio parlarvi di un sapone naturale poco diffuso ma tanto prezioso per la nostra pelle, perchè è principalmente realizzato con oli vegetali di alto valore:
  • l'olio d'oliva
  • l'olio d'alloro


Foto Flickr



Ha un costo superiore rispetto ai saponi che compriamo nei supermercati, ma, a differenza di quelli, è delicato e non secca la pelle, tanto da potersi usare anche per lavare il viso.

E' un prodotto tipico della città di Aleppo in Siria, la cui lavorazione artigianale segue una tradizione che risale all'antichità, perpetuata generazione dopo generazione.

Produzione del sapone d'Aleppo







Foto Flickr






L'olio d'oliva è mescolato con soda in vasche di acqua bollente e bollito fino a 200 gradi C sotto costante agitazione, fino a quando l'olio d'oliva si divide  in glicerina e sale di sodio.

L'operaio decide quando questo processo deve essere considerato completo. Poco prima di questo si aggiunge l'olio di alloro alla sostanza calda.
La qualita' del sapone dipendera' dalla quantita di olio d'alloro utilizzato, che puo' variare da 0% a 45%.





La miscela di sapone è pompata dal serbatoio su un piano superiore. Qui, è poi schiacciata o levigata. Dopo che la sostanza si è indurita a sufficienza, i blocchi di sapone, come noi li conosciamo, sono tagliati e viene stampato il sigillo del produttore.

I pezzi di sapone possono mantenere le loro qualità per un certo numero di anni, e molte persone lasciano maturare ulteriormente dopo averli acquistati.


Così, la schiuma diventa più bella, il pezzo di sapone diventa più duro e il sapone avrà una vita più lunga.

Io ho provato quello del saponificio Gianasso (I Provenzali) che trovo anche al supermercato, ma nelle erboristerie c'è molta scelta e forse una miglior qualità.

Non ci resta che provare. Se conoscete qualche altro marchio, aggiungetelo nei commenti, così troviamo il giusto compromesso tra qualità e prezzo.


Se vi ho incuriosito, su Youtube ho trovato un video sul procedimento. Eccolo qui:









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Scadenza dei cosmetici

Ecco delle utili informazioni sui cosmetici, trovate su un volantino in profumeria.




Perché le date di scadenza, ormai compaiono su profumi, creme solari, articoli per il trucco e detergenti, ovvero su tutto ciò che rientra nell’area cosmetica? Significa che si può utilizzare un fondotinta per anni senza problemi? Quali rischi derivano dall’uso di un cosmetico scaduto?

Se non c’è la data di scadenza sulla confezione, siamo in presenza di prodotti cosmetici con una durata minima superiore a 30 mesi e l’indicazione della durata minima non è obbligatoria.


Tuttavia, per tali prodotti a partire da marzo 2005 le disposizioni comunitarie hanno aggiunto un nuovo requisito per le etichette dei prodotti cosmetici denominato “Periodo post-apertura” o Pao (dall’inglese Period after opening). Tale informazione è indicata con un simbolo che raffigura in modo stilizzato un barattolo di crema aperto seguito dall’indicazione del numero di mesi in cui il prodotto, una volta aperto, può essere utilizzato e conservato in modo corretto, rimanendo conforme ai requisiti generali di sicurezza.




Il simbolo del PaO è  presente sull’etichetta di tutti i prodotti cosmetici, ad eccezione di:

• prodotti, con una durata minima non superiore a 30 mesi, che presentano l’indicazione “Da consumarsi preferibilmente entro...”;

• prodotti monodose (es. campioni gratuiti);

• prodotti in confezioni che impediscono il contatto tra il prodotto stesso e l’ambiente circostante (es. aerosol);

• prodotti per i quali è stato accertato direttamente dal produttore che la formula è tale da impedire qualsiasi rischio di deterioramento che impatti sulla sicurezza del prodotto stesso nel corso del tempo.









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Ecologia e animali


Se siete interessati a proteggere l'ambiente e a farlo risparmiando anche sulle bollette, ho da segnalarvi un blog ecologico: ecoblog.

Per esempio vi consiglio di leggere il post:


Australia, dalla città di Bundanoon bandite le bottiglie d'acqua

Un altro blog che vi consiglio di visitare, se amate gli animali e ne avete uno o se avete intenzione di farne entrare uno nella vostra famiglia é We-pet; oltre alle tante e belle foto di animali, troverete consigli e video che vi aiuteranno a crescere meglio i vostri amici a 4 zampe.


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Latte biologico alla spina

Foto Flickr

Se siete attenti utilizzatori dei prodotti biologici, oppur
e se avete un orto biologico, vi farà piacere visitare un blog interamente dedicato a questo argomento, dal punto di vista sia teorico che pratico.

Il blog biologico mette a disposizione consigli e le ultime notizie sul mondo del biologico, comprese le ultime norme e ambiente.


Non so se ricordate il post sui consigli salva-ambiente, in cui si parlava della possibilità di acquistare latte crudo alla spina nelle principali città italiane; cliccando qui potete scoprire se avete un distributore vicino casa).


Di recente, leggendo questo post, ho scoperto che in questo modo è possibile acquistare anche latte crudo biologico al costo di 1 euro al litro.

Finora il latte crudo Bio alla spina lo si trova solo in provincia di Milano, Brescia, Reggio Emilia, Forlì-Cesena, Roma, Salerno e Bari.

Spero che presto questo tipo di latte sia diffuso anche in molte altre città italiane.

E voi avete mai provato il latte crudo? Se si avete notato qualche differenza nel sapore e nel gusto?



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Riflessi sui capelli

Chi di voi non ha mai sognato di avere dei bei riflessi sui capelli, ottenendoli in modo naturale, senza rovinare i capelli, anzi migliorandone l'aspetto?


Sembra un miracolo, ma è qualcosa di realizzabile. Se siete curiosi di sapere come fare, guardate un pò il seguente video, tratto dal canale YouTube Rimedi naturali , che vi consiglio di visitare, in quanto ricco di consigli utili:





Non so se troverò il grano così scuro, ma ci proverò. Secondo voi si trova al supermercato?

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La Coca Cola lascia l'amaro in bocca

Se pensate di non aver letto bene il titolo di questo post, o che io abbia preso una svista, vi dico che non ci sono errori.

L'amaro in bocca è la sensazione che ho provato leggendo un post sul Blog di Marco Crupi, che parla delle conseguenze che il consumo di Coca Cola provoca.



Si tratta di danni:
  • alla salute del consumatore della famosa bibita;
  • all'ambiente perchè influisce negativamente sugli ecosistemi ambientali (es: impoverimento delle falde acquifere);
  • per violazione dei diritti dell'uomo, ecc.
Se volete saperne di più leggete il post di Marco Crupi:

Coca cola assassina, perché boicottarla? Motivi ideologici e di salute, Coca cola Boycott


E' proprio scioccante. Vero?






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Riciclare prodotti elettronici

Prima di acquistare un elettrodomestico, un pc o un cellulare ci si preoccupa molto della sua affidabilità, dei servizi di garanzia che ci offre e di altri servizi aggiuntivi.




Poco spesso invece si pensa a verificare le future possibilità di smaltimento garantite dall'azienda alla fine del ciclo di vita del prodotto che andiamo a scegliere, e ancor meno alla pericolosità dei composti chimici in esso contenuti, cosa che invece sarebbe importante valutare per avere un basso impatto ambientale e rispettare l'ambiente nei limiti del possibile.

Certo è che questa valutazione non può essere fatta direttamente dal consumatore, che in questo è aiutato da Greenpeace.




Questa organizzazione ogni 3 mesi analizza le sostanze chimiche utilizzate per realizzare i prodotti elettronici e le possibilità di riciclarli; poi realizza una
Guida dei prodotti elettronici più verdi.




Un riassunto dell'ultima guida pubblicata (che potete scaricare da questa pagina, oppure direttamente qui) è mostrato nella figura in alto, nella quale potete vedere che i prodotti promossi sono Nokia  e Samsung, per le basse emissioni  il basso uso di pvc e il ritiro dell'usato.

Personalmente credo che da oggi in poi farò più attenzione anche a questi aspetti prima di fare acquisti.


E voi avete mai pensato all'impatto ambientale dei vostri elettodomestici?






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Il cotone: morbido sulla pelle, ma non sempre per il pianeta

(tratto dalla Guida ai Consumi Responsabili)


Pantaloni, camicie, magliette, indumenti intimi, scarpe: troviamo il cotone in tutti i tipi di abbigliamento. Non sorprende quindi sapere che il cotone è la fibra più venduta al mondo.

Ogni anno, i produttori – principalmente in Cina, Stati Uniti e India – ne coltivano più di 19 milioni di tonnellate; ciò implica un impatto ambientale notevole, in particolare per quel che riguarda l’inquinamento

delle acque e del suolo: infatti la coltivazione del cotone richiede l’uso di molti pesticidi, erbicidi e fertilizzanti sintetici. Diversi pesticidi comunemente utilizzati sono stati classificati dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) come “estremamente pericolosi”, specialmente per il sistema nervoso dei bambini e per la fauna.



Oltretutto, la coltivazione del cotone necessita di molta acqua, fatto che può provocare catastrofi ecologiche. La più conosciuta riguarda il drammatico prosciugamento del Lago di Aral, situato tra l’Uzbekistan ed il Kazakistan. A partire dagli anni 1960, il volume di questo immenso mare interno si è ridotto ad un sesto della sua dimensione originale e la sua superficie è diminuita di un terzo, perché l’acqua dei fiumi che lo alimentava è stata deviata per irrigare le piantagioni di cotone.


La scelta delle fibre: pensare all’ambiente e alla salute

Esistono altre fibre naturali - vegetali (lino e canapa) o animali (lana e seta) - la cui produzione ha meno effetti collaterali sull’ambiente. Le fibre sintetiche
invece sono ottenute dalla lavorazione del petrolio (nylon, poliestere, fibre tecniche), una risorsa non rinnovabile,
o dal trattamento chimico della cellulosa (raion, viscosa). La maggior parte di queste fibre subiscono trattamenti fisico-chimici (lavaggio, candeggio, tintura, stampa ecc.), che costituiscono un carico ambientale e una minaccia per la salute, in particolare se si pensa alle tracce di prodotti presenti sui vestiti che possono provocare
allergie (formaldeide, resine fluorite, soda caustica, metalli pesanti).



Questo e tanti altri, sono consigli della "Guida ai Consumi Responsabili" la guida per fare acquisti secondo i principi dello sviluppo sostenibile, ricchi di consigli utili e link di siti che affrontano i seguenti argomenti:


1. Luoghi di acquisto


2. Frutta e verdura

3. Carne e pesce

4. Bibite

5. Cucina rapida

6. Cure del corpo

7. Abbigliamento

8. Elettricità e illuminazione

9. Elettrodomestici ed elettronica

10. Giardino e balcone

11. Bricolage

12. Pulizia

13. Mobili e pavimenti

14. Abitazione

15. Mobilità

16. Soldi

17. Viaggi

18. Rientro scolastico

19. Fiori e regali

20. Multimedia









Questa guida si rivolge al Canton Ticino, ma i suoi consigli valgono naturalmente per tutti.

Ogni capitolo è affronta un tema diverso, presenta­to sempre con la stessa struttura :

- 1a Parte : un disegno illustra i diversi aspetti del tema preso in considerazione e propone alcune domande da porsi al momento dell’acquisto. Questa pagina presenta anche i principali marchi.

- 2a Parte: elementi di informazione e di riflessione permettono di approfondire alcuni aspetti riguardan­ti la tematica discussa (ad esempio la salute, l’etica, l’ambiente ecc.).


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Trucchi salva-ambiente e portafogli.

Un modo per risparmiare senza rinunciare alla qualità e per di più rispettando l'ambiente esiste davvero e si sta diffondendo a macchia d'olio in tutta Italia e nel resto del mondo:è l'acquisto di alimenti e detersivi sfusi, molto diffuso fino a 50 anni fa, ma andato “fuori moda” con l'evolversi del consumismo e l'avanzare del marketing.

Sembra impossibile, ma la maggior parte di noi ogni giorno si lascia abbindolare dalle confezioni colorate e da tutte la strategie di marketing, risultato di continue analisi sulla psicologia del consumatore, che portano noi consumatori a fare scelte che vanno al di la della effettiva qualità di un prodotto.

Per ora i prodotti venduti sfusi sono: pasta, olio, vino, legumi, spezie, latte crudo, detersivi,ecc. e le catene di supermercati che rendono possibile la spesa alla spina sono:Sigma, Selex, Coop, Conad, Auchan, Crai.




Se volete acquistare detersivi sfusi, ma nella vostra città non è possibile, potete acquistarli su:
www.detersivisfusi.it

Per sapere quali sono i distributori di latte più vicini a voi, c'è il sito www.milkmaps.com
(Ricordate di bollire questo latte crudo prima di consumarlo!!!)

Se invece siete in cerca di prodotti biologici sfusi, li potrete trovare nei punti vendita B'io oppure Natura Si che sono anche sul web (www.b-io.it e www.www.naturasi.com ).



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Oli essenziali e detersivi

E' risaputo che aceto, bicarbonato, soda e acido citrico sono alternative naturali ai detersivi per la casa.
Ma ben pochi sanno che anche l'ausilio degli oli essenziali oltre che per uso cosmetico (ad esempio per i capelli) e curativo è importante per lo stesso scopo; è quello che afferma il sito Detersivi bioallegri:


Gli oli essenziali sono sostanze oleose profumate che si estraggono da parti di piante: fiori, frutti, buccia, radici e foglie.
Sono sostanze fortemente concentrate che non devono mai essere usate pure, a parte rarissime eccezioni, per non andare incontro a irritazioni.
Hanno proprietà terapeutiche, che non verranno prese in esame in questo studio. Sappiate solo che queste essenze vanno utilizzate con cura e attenzione, in piccole dosi.

Particolare attenzione va usata qualora vi siano donne in gravidanza, molto sensibili agli effetti degli olii essenziali, e bambini, che hanno un olfatto molto ricettivo e ne avvertono e assimilano anche le minime tracce.
In entrambi i casi gli oli essenziali non andrebbero usati e, se proprio necessario, vanno diluiti molto.
Rimane inteso che ammoniaca, acido muriatico, candeggina e quant’altro usiamo quotidianamente in case abitate da bambini e donne incinte sono molto più dannosi.

Gli oli essenziali di camomilla, canfora, menta e agrumi sono antagonisti dei rimedi omeopatici, perciò non usateli contemporaneamente. Oppure siate accorti nell’usarli a distanza di un’ora prima e un’ora dopo l’assunzione del rimedio.


La conservabilità degli oli essenziali nelle diluizioni è di due-tre mesi, vanno quindi preparati in quantità moderata in modo da consumarli entro tale periodo.
Gli oli essenziali non si sciolgono in acqua; si sciolgono invece negli oli grassi, nell’alcool e nel sapone liquido. È sconsigliato mescolarli con aceto e limone perché l’acidità potrebbe rendere inattivi alcuni tipi.

In particolare:

per disinfettare l'ambiente:
cannella, eucaliptus, garofano, ginepro, lavanda, limone, origano, salvia, timo, tea tree
contro insetti:
basilico, lavanda, limone, maggiorana, melissa
contro le muffe:
lavanda e geranio

Gli oli essenziali vanno comprati oculatamente, per avere un minimo di garanzia che siano prodotti di qualità. Se non conoscete marche valide, rivolgetevi alle erboristerie e nei negozi biologici chiedendo oli essenziali naturali.
I prezzi variano a seconda del tipo di olio, in quanto cambia il metodo di estrazione, la quantità di olio che si riesce a ricavare da un frutto o da una radice e anche il prezzo all' origine del prodotto da cui si estrae l' olio.


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